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martedì 16 marzo 2010

Disabili a scuola, confronto per una piena integrazione

INCONTRO ALLA BIBLIOTECA COMUNALE

Tricase
- Presso la Biblioteca comunale di Tricase si terrà oggi pomeriggio alle ore 17:00 la seconda edizione del convegno intitolato “Una nuova realtà scolastica: accoglienza e integrazione degli alunni diversamente abili”.

Alla luce di un simile scenario svuotato da ogni forma di valori e di ideali, il Liceo “G. Comi” di Tricase, da sempre sensibile nei confronti dei disabili, ha organizzato questa tavola rotonda per portare a un’attenta riflessione sul senso dell’essere e sulle diversità che oggigiorno costituiscono una risorsa e un patrimonio da scoprire, da rispettare, da tutelare all’interno della stessa comunità.

Pensiero che da tempo è diventato “prassi” nel Liceo “ G. Comi”. Il gruppo del sostegno lavora, infatti, in maniera sinergica con la dirigenza, con i docenti, con gli operatori socio-sanitari e anche con le famiglie, manifestando il massimo rispetto nei confronti dei bisogni e delle attese, degli alunni “diversabili” , supportando la “diversità” e garantendo infine la piena integrazione degli alunni nelle situazioni di handicap.

Fonte: «Nuovo Quotidiano di Puglia» del 16 marzo 2010

domenica 8 novembre 2009

Giardino d'Infanzia: «Ecco la nostra verità»


Il presidente Irene Morciano dell’associazione “Giardino d’infanzia Tommaso Caputo” in merito all’articolo pubblicato il 3 novembre precisa e rettifica alcuni aspetti che riguardano la vicenda “Tommaso Caputo” .

In primo luogo «il comune di Tricase non ha formulato ricorso al Tar contro un atto adottato dalla Tommaso Caputo, bensì contro la Determinazione del Dirigente Servizio Sistema Integrato Servizi Sociali n. 879 del 18 novembre 2008». Non solo. Bisogna puntualizzare che né il comune di Tricase né la Congregazione delle suore di Ivrea erano comproprietarie dell’immobile bensì «l’immobile apparteneva, come si evince da visura catastale, all’ente morale scuola materna Tommaso Caputo». Nello statuto della scuola era previsto che «il comune di Tricase doveva limitarsi a nominare due componenti il consiglio di amministrazione della ex Ipab che non rappresentavano il comune stesso, tannt'è che essi agivano senza vincolo di mandato».

Va sottolineato che è «la legge 15 del 2004 (e non 30 come erroneamente riportato nell'articolo) non "permetteva" ma imponeva la trasformazione delle Ipab in persone giuridiche di diritto privato specificando che le forme giuridiche consentite erano: l'associazione o la fondazione. In nessuna sua parte si fa riferimento a società, cooperative, imprese o altro. Inoltre l'intero iter di trasformazione è stato compiuto sotto la guida di "esperti" e funzionari della Regione».

La nota della presidente rileva che «è assolutamente falso che le reali intenzioni dell'associazione fossero finalizzate a porre in essere un'istanza per l'acquisizione della struttura formativa». «Non si comprende da quale atto si evinca questa volontà» come appare errato il riferimento al documento che «l'associazione "Giardino d'Infanzia Tommaso Caputo" ha inviato in data 7 maggio 2008 al comune di Tricase ed alla regione atto di delibera riguardo la proposta di acquisizione della struttura». «Vero è» - prosegue la nota - «che in quella data, come prescritto dalla legge n. 15/2004 ed allo scopo di ottenere il prescritto parere, l'associazione inviava al comune di Tricase, unitamente all'istanza di trasformazione i documenti che ne costituivano parte integrante. Il comune di Tricase non ha mai provveduto ad esprimersi in merito e non è vero che l'amministrazione comunale fosse "in piena crisi amministrativa", visto che si erano tenute da poche settimane le elezioni amministrative con il sindaco Musarò nel pieno delle sue funzioni».

«In ultimo, riteniamio doveroso precisare e sottolineare che il comune di Tricase non solo non ha mai "esperito tentativi per revisionare lo statuto" ma, a fronte della più totale disponibilità al confronto» - conclude la nota - «ancora in queste ultime settimane, abbiamo registrato totale chiusura ed incomunicabilità».

Fonte:«Nuovo Quotidiano di Puglia» del 8/11/2009

domenica 1 novembre 2009

Il Tar blocca la privatizzazione dell'asilo

ACCOLTO IL RICORSO DELL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE CONTRO L'ASSOCIAZIONE DI ASSISTENZA ALL'INFANZIA CHE GESTISCE LA SCUOLA MATERNA

Tricase – Tutto da rifare. Il TAR di Lecce risponde negativamente all’associazione “Giardino d’infanzia Tommaso Caputo” che gestiva l’omonimo asilo di via Diaz, dando invece ragione all' attuale amministrazione comunale contraria alla privatizzazione della scuola materna, il cui valore patrimoniale si aggira oggi intorno ai quattro milioni di euro.

«Censure di carattere formale nei riguardi del procedimento di adozione» - afferma la sentenza n. 436 del 2009. In breve, il tribunale amministrativo blocca per difetto procedurale dell’iter burocratico la trasformazione della scuola materna “Tommaso Caputo” – da azienda pubblica in azienda privata. Il motivo, secondo i magistrati, è dovuto al fatto che è mancato il parere della gestione comunale, che dal lontano 1933 ne risultava non solo comproprietaria insieme alla Congregazione delle Suore d’Ivrea ma da circa un anno era stata ingiustamente estromessa dal Consiglio di amministrazione dell’ente educativo.

Galeotto fu un volantino - su cui ancora oggi pende una denuncia contro ignoti - diffuso su tutte le principali strade di Tricase. Il manifesto contestava la “svendita impropria” della scuola materna e allo stesso tempo sottolineava, in seguito alla determina n°879 del 2008, le reali intenzioni dell’associazione. Il 18 novembre 2008, mentre la Giunta Regionale aveva approvato la proposta di atto costitutivo e di statuto dell’associazione, quest’ultima si avviava a porre un’istanza per l’acquisizione della struttura formativa. L’intera azione dell’associazione si basava sulla legge regionale n°30 del settembre 2004 che permetteva a tutte le IPAB, ovvero a tutte le aziende pubbliche di servizi volti alla persona, la possibilità di trasformarsi in persone giuridiche private (società, cooperative, imprese ecc.).

Detto fatto. Una volta costituita, in data 7 maggio 2008 l’associazione “Giardino d’infanzia Tommaso Caputo” invia al Comune di Tricase e alla Regione il solo atto di delibera riguardo la proposta di acquisizione della struttura. Il Comune, in piena crisi amministrativa, fa trascorrere i trenta giorni e con il silenzio/assenso permette il conseguimento dell’adozione sotto forma privata dell’asilo nido, senonché la Regione nota un difetto di forma perché la domanda risulta incompleta.
Pertanto, chiede l’istituzione di nuova istanza con la delibera di proposta e la documentazione consistente la pianta organica del personale e la situazione economica-finanziaria effettiva dell’ente educativo. Un mese più tardi l’associazione provvede a fornire tutti i documenti necessari, dimenticando, però, di inviarli nuovamente al Comune, che avrebbe, a sua discrezione, potuto pronunciarsi e formalizzare il suo parere con un atto pubblico.

La trasformazione in associazione privata con l’esclusione del ente comunale tra i soci fondatori non era affatto condivisa né dall’opinione pubblica né, in particolare, dal consigliere di maggioranza Mario Turco e dall’assessore Antonio Scarcella. Dopo il vano tentativo di revisionare il nuovo statuto, il comune ha deciso di fare ricorso al TAR.

Un anno dopo la sentenza: è stata revocata l’istruttoria della determinazione dirigenziale del 18 novembre poiché gli amministratori non sono stati messi in condizione di esprimersi.

Fonte:
«Nuovo Quotidiano di Puglia» del 03/11/2009